La mediazione familiare non è un processo caotico, ma un percorso strutturato volto a trasformare il conflitto in un’opportunità di dialogo.
Ma come si articola nel concreto?
Un percorso standard si svolge generalmente in un numero di incontri che va da un minimo di 4 a un massimo di 10-12 sessioni, della durata media di un’ora e mezza.
Non si comincia subito a negoziare.
Nei primi incontri (1-3) il mediatore valuta se ci sono le basi per procedere in sicurezza e spiega le “regole del gioco”.
In questa fase si decide quali argomenti (casa, figli, economia) inserire nel contratto di mediazione.
Questo non è un documento legale vincolante, ma un accordo sui temi da affrontare e sulle regole di dialogo e comportamento.
Qui avviene il lavoro più profondo.
Si impara a guardare oltre la rabbia per scoprire i bisogni reali e si cercano soluzioni che funzionino davvero nel quotidiano.
L’esito finale è un memorandum scritto che riassume tutti i punti d’accordo.
Il Mediatore consegna il documento alle parti affinché possano portarlo ai
rispettivi avvocati. Saranno gli avvocati a trasformarlo in un atto legalmente valido da presentare in Tribunale o in Comune per l’omologazione.
In alcuni modelli, è previsto un incontro di follow-up dopo qualche mese per verificare l’applicazione degli accordi e intervenire su eventuali nuove difficoltà.



La mediazione familiare, istituto presente da oltre vent’anni nel nostro
ordinamento, è un percorso per la riorganizzazione delle relazioni familiari in vista o in seguito alla separazione, al divorzio o alla rottura della coppia a
qualsiasi titolo costituita.
È un professionista terzo, imparziale e formato.
Dopo aver conseguito la
laurea in discipline giuridiche o psicologiche, il mediatore deve aver
frequentato un master a norma UNI11644.
A differenza dell’avvocato, non tutela gli interessi di una sola parte, ma
l’accordo comune.
Il mediatore aiuta a redigere un accordo che le parti potranno poi sottoporre ai propri avvocati per inserirlo nelle condizioni ufficiali di separazione o
divorzio da presentare al Tribunale.
Il primo incontro informativo è gratuito.
Le spese di avvio del procedimento a carico di ciascuna parte ammontano
a Euro 20 e le stesse saranno versate dalla parte aderente al momento dell’adesione.
Le spese per ciascun incontro di mediazione ammontano a Euro 45 e sono dovute, in solido, da ciascuna parte, quindi Euro 90 a seduta.
Gli incontri si svolgono in presenza o online.
Si riceve in presenza nei nostri Uffici di Abbiategrasso (MI).
Mediamente un ciclo completo richiede 10-12 incontri.
La legge prevede che
il procedimento abbia una durata massima di sei mesi, prorogabile per periodi
non superiori a tre mesi.
La mediazione deve essere interrotta o evitata in presenza di episodi di violenza familiare, abusi o quando una parte è in una posizione di estremo timore verso l’altra.
No, la mediazione familiare rimane un percorso volontario.
Sebbene la riforma Cartabia ne valorizzi il ruolo e il giudice possa invitare le parti a
tentare una conciliazione, non può imporla.
Si distingue dalla mediazione civile (es. per eredità), che in alcuni casi è condizione di procedibilità per la causa.
Non solo. Può essere utile anche a genitori che vogliono evitare conflitti futuri, costruire una base di comunicazione più stabile o gestire cambiamenti nella
famiglia (es. nuovi partner, trasferimenti, fasi di crescita dei figli).
Agli incontri generalmente sono presenti le Parti e il Mediatore.
È possibile che gli Avvocati siano ammessi al primo incontro, su richiesta
concorde delle Parti, per illustrare il percorso e per portare i chiarimenti
necessari.
É possibile prenotare un colloquio introduttivo online direttamente dal sito utilizzando il form in pagina.
In alternativa potete contattarci telefonicamente e con Whatsapp/SMS al numero: +39 3715603382.

